Addio roaming gratuito in Regno Unito, con la Brexit si torna a pagare dal 2021

di Valerio Longhi

Causa fuso orario alle 23 britanniche del prossimo 31 dicembre 2020, finirà il “roaming zero” introdotto dall’Unione Europea negli anni scorso che permetteva di utilizzare la propria offerta all’estero nei paesi aderenti all’accordo (quasi) come se fossimo a casa. Un vantaggio per coloro che vanno all’estero e viceversa.

Secondo quanto emerge dall’appena annunciata “Brexit deal” il roaming gratuito reciproco tra paesi UE (e SEE) non continuerà nel Regno Unito.

Un vero peccato visto che altre nazioni fuori dall’UE, come quelle dello Spazio Economico Europeo, da sempre avevano aderito spontaneanemente fin dai tempi della prima Eurotariffa.


Eccezion fatta per Three UK che si è da sempre mossa per azzerare e mantenere l’assenza dei costi in roaming, toccherà ai gestori britannici e quelli degli altri 27 paesi europei far sapere ai propri clienti come funzionerà la tariffazione.

Alcuni addetti ai lavori sperano nell’adesione spontanea dei grandi operatori (si pensi a Vodafone stessa, ndr) per mantenere lo status quo, ma il rischio di avere nuovamente prezzi da incubo a Londra e dintorni è reale. Anzi, è proprio ufficiale.

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