I comuni suonano la sveglia al MISE sui tempi di espansione della banda ultralarga

di Redazione

I Comuni e gli Enti montani stanno scrivendo al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere che il Piano banda ultralarga possa avere tempi certi, rapidi interventi e che il digital divide venga sconfitto.

Una “sveglia” al MISE da parte dei Sindaci e dei Presidenti degli Enti sovracomunali. La pandemia ha fatto crescere divari e disuguaglianze, anche per via di reti mancanti e infrastrutture – come la BUL – che non arrivano a tutti, che accentuano le differenze tra aree urbane e zone montane.

Troppi nostri Concittadini lo stanno sperimentando – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem – Occorre superare ogni divisione per dare alle aree montane delle infrastrutture nuove, come la stessa pandemia ha mostrato indispensabili, per la scuola e il lavoro a distanza, per l’intrattenimento e per l’accesso ai servizi della PA“.

Ecco cosa chiedono i Sindaci e gli Enti territoriali, d’intesa con Uncem, al MISE:

1. Chiarire alle Amministrazioni locali i tempi di intervento del Piano nazionale banda ultralarga. Occorre con urgenza un piano chiaro e sicuro, con tempi di inizio e fine dei lavori (date certe) in tutti i Comuni italiani delle “aree bianche”, con i tempi del collaudo, con la garanzia degli operatori che poi accenderanno la fibra posata, vendendo poi “i pacchetti” ai concittadini;
2. Chiarire alle Amministrazioni locali quali e quante unità immobiliari – case e sedi della PA – verranno effettivamente raggiunte dalla fibra ottica e con quali tempi, per evitare attese, illusioni e dispendio di energia;
3. Intervenire per garantire l’accesso ai “voucher” per la banda ultralarga a tutti i cittadini; oggi troppe aree del Paese sono escluse a causa dei lavori e dei collaudi dei cantieri lenti del Piano BUL che di fatto hanno impedito a famiglie e a imprese delle “aree bianche” di accedere ai contributi statali;
4. Chiarire al più presto quale sarà l’impatto di una eventuale “rete unica” sulle “aree bianche”, predisponendo piani certi di intervento che coinvolgano gli Enti locali e gli Operatori del mercato;
5. Verificare al più presto la copertura della rete mobile nazionale degli operatori privati, potenziando le risorse già stanziate dallo Stato per nuovi tralicci, previste nella legge di bilancio 2020;
6. Individuare tutte le criticità dei territori connesse al cambio delle frequenze dei segnali televisivi. Non è accettabile che nei lavori politico-istituzionali per predisporre il piano del nuovo digitale terrestre, non sia mai emersa la problematica dei territori montani del Paese ove i ripetitori sono acquistati, garantiti e manutenuti dagli Enti montani (Comunità montane e Unioni montane). Occorrono opportuni investimenti e strategie anche per la TV, per tutti, anche destinando ai territori e alla modifica dei ripetitori una percentuale delle risorse della tassa sul possesso degli apparecchi televisivi;

7. Predisporre al più presto un “Piano strategico per l’infrastrutturazione digitale delle zone montane del Paese”, verificando immediatamente le coperture wireless di operatori privati (oggi determinanti e baluardo dell’innovazione nelle valli alpine e appenniniche) nonché individuando modalità agevolate di investimento (senza burocrazia e costi) per gli operatori Telco che vogliano dotare i territori di nuove reti;
8. Consentire alle Pubbliche Amministrazioni e alle imprese dei territori montani che lo ritengano, di investire direttamente in tralicci e ripetitori per la telefonia mobile e per il segnale FWA eliminando ogni vincolo e ostacolo burocratico ambientale e paesaggistico, al fine di un decisivo superamento dei divari digitali;
9. Favorire gli insediamenti di nuove imprese ad alto tasso di innovazione e sperimentazione (server farm, newco dell’intelligenza digitale, imprese per la digitalizzazione delle reti e le smart grid…) nei territori montani, facilitandone l’operatività e sgravandole di imposte e carichi burocratici;
10. Coordinare azioni con MID e Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie, AGID e Presidenza del Consiglio dei Ministri, per rinnovare in chiave digitale la Pubblica Amministrazione nei territori montani.

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