Roaming internazionale e Brexit, cosa è veramente cambiato con gli operatori britannici

di Andrea Trapani

La Brexit e il roaming UE, le conseguenze sono ipotizzate da anni. Qualcosa sta per cambiare, ma non è (ancora) la fine del “patto reciproco” rimasto in piedi da quando il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea.

Andiamo in ordine. Il cosiddetto roaming zero finirà nel 2022 anche se si sta lavorando al rinnovo.

Nella telefonia del Regno Unito c’erano state le prime uscite sul mantenimento (più o meno velato) della reciprocità del roaming con i clienti europei. Avevamo scritto, a cavallo dello scorso Capodanno, di un “grande dubbio”. Si è disvelato nei giorni scorsi con la scelta di EE di ripristina le tariffe di roaming, mentre O2 e Three UK ridurranno il traffico compreso all’estero.

Insomma, assieme al termine del quinquennio UE di roaming senza sovrapprezzi, i clienti EE pagheranno un extra per il roaming dal 2022.

EE e le scelte degli operatori UK

EE ha confermato che reintrodurrà le tariffe per il roaming all’interno dell’UE , diventando così il primo operatore del Regno Unito a confermare questa scelta, con O2 e Three che impongono – a loro volta – nuove restrizioni ai viaggiatori.

Come abbiamo visto nei mesi scorsi, il tutto rientra nella legalità: il roaming non è stato incluso nell’accordo con cui il Regno Unito è uscito dall’UE, il che significa che gli operatori europei e britannici non hanno ora l’obbligo di offrire il servizio senza sovrapprezzo quando i loro clienti utilizzano il telefono all’estero.

Al momento gli operatori italiani, a prescindere dalla scelta di EE, stanno mantenendo spontaneamente Londra e tutto il Regno Unito nelle tariffe standard applicate in tutta l’Unione Europea.

La cosa che “stona” è il passo indietro fatto nella terra di Albione dopo alcune dichiarazioni rassicuranti. Infatti, come abbiamo già scritto in passato, tutti e quattro i principali operatori britannici – EE, O2, Three e Vodafone – hanno ripetutamente affermato per mesi di non avere alcuna intenzione di reintrodurre le tariffe di roaming. Ora però qualcosa deve essere cambiato…

3UK prometteva di mantenere inalterato il traffico in roaming UE (foto marzo 2019)

Le nuove tariffe UK per chi va all’estero

Rispolverando il concetto che fu del Vodafone Passport, EE ha confermato che i clienti che viaggiano dentro l’UE saranno soggetti a una tariffa fissa di £ 2 al giorno se desiderano utilizzare il telefono in UE (Irlanda esclusa, ndr) dal 1 gennaio 2022. La nuova tariffa si applica già ai nuovi clienti che acquisteranno una sim EE dal prossimo 7 luglio.

Per i “grandi viaggiatori” EE promette che offrirà anche un (conveniente) pass Roam Abroad di 30 giorni per £ 10 al mese, che sarà incluso per la clientela con i piani premium (quelli più cari per intendersi).

Nuovi limiti

Dal canto suo O2 UK ha confermato che tutti i clienti saranno soggetti a un limite di 25 GB per il roaming nell’UE e verranno addebitati £ 3,50 per ogni GB aggiuntivo consumato durante il viaggio

Nel frattempo, anche Three ha abbassato il limite di dati in roaming UE (da 20 GB a 12 GB) per allinearlo alle destinazioni non europee già incluse da tempo nella sua offerta. Eventuali dati in eccesso saranno soggetti a 0,3 pence per MB o £ 3 per GB.

Manca un gestore. Un portavoce di Vodafone UK ha tranquillizzato i clienti: “Al momento non abbiamo piani per cambiare il nostro approccio al roaming in UE“.

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