Piano banda ultralarga: ritardi per la fibra ottica, ritardi per i servizi FWA

di Redazione

Il ritardo del Piano banda ultralarga è gravissimo. Uncem lo denuncia da tempo. Sono almeno due gli anni di ritardo nella tabella di marcia rispetto ai tempi previsti da Infratel e dal vincitore dell’appalto per tutte le Regioni italiane, Open Fiber.

Lo stato di avanzamento parla chiaro:  http://bandaultralarga.italia.it/wp-content/uploads/2020/05/Relazione-Stato-Avanzamento-BUL.pdf
Come è chiarissima, ancor di più, la piattaforma grafica degli interventi, Regione per Regione, Comune per Comune, resa nota in questi giorni.

Siamo molto preoccupati per i ritardi – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem – Sono preoccupati i Sindaci, le imprese, le Associazioni del territorio. Ci lascia molto perplessi la nuova mappa grafica del Paese, le Regioni arancioni e gialle, e poi Comune per Comune dove il blu del ‘collaudo’ è una rarità.

Non solo siamo preoccupati e un po’ arrabbiati per i rallentamenti di progettazioni, cantieri, fine lavori e collaudi. Ma per altri due motivi. Il primo è che vengono tagliate in due le valli alpine e appenniniche.


Vengono cioè aperti contemporaneamente cantieri per la banda ultralarga in Comuni di bassa e media valle e poi, si torna dopo mesi, a intervenire nei Comuni dell’Alta Valle. Assurdità totale. Diciamo dal primo giorno del Piano BUL che le valli vanno completate insieme, intere. Se un’impresa che ottiene da Open Fiber il subappalto porta materiali e mezzi in una valle, la completa. Da fondovalle fino in cima”.

“Siamo altresì fortemente sorpresi dal forte ritardo anche nei progetti dell’FWA, cioè le linee senza fili che secondo il Piano BUL devono completare gli interventi in fibra ottica – evidenzia Bussone – Non è accettabile perché è proprio grazie all’FWA che si salva la connettività nelle aree montane. Già oggi è stato così. Le reti senza fili di operatori privati, ci hanno salvato. Nel Piano Progettiamo il Rilancio si fa riferimento alla rete unica, all’impegno sulle aree bianche. Occorre concretezza. E soprattutto tempi certi. Non si provino a scaricare le responsabilità sui Sindaci, sui Comuni che non rilasciano le autorizzazioni. Ci sono altri soggetti pubblici nazionali che hanno rallentato e stanno ancora rallentando il Piano“.

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